
Nuove idee, proposte giovani: una breve riflessione ragionata
Spesso pensiamo che per far sentire i giovani coinvolti basti chiedere un parere, basti chiedere cosa vogliano senza aspettarsi necessariamente risposte così spontanee, sentite e condivise, magari risposte nobili come “più cultura” (che poi cosa può voler dire nel concreto un’affermazione del genere?!) oppure “più divertimento” (ed anche qui si potrebbe discutere per ore su cosa possa essere il divertimento per i giovani)… ma davvero non avete mai pensato che per coinvolgere i giovani forse sia necessario responsabilizzarli, dar loro l’opportunità di realizzare in modo diretto le proprie idee senza che vengano delegate a terzi o magari finiscano in un cassetto?
Credo che i giovani abbiano la necessità, più che di dare idee agli altri, di sentirle proprie le idee, di provare a mettersi in gioco, di sentirsi realizzati… anche perché i “giovani” poi non sono una “categoria” (parola inascoltabile) uniforme e conformata, ciò che interessa l’uno non è detto interessi tutti, ciò che diverte uno non è detto diverta tutti.
Ecco i giovani hanno necessità, secondo me, di sentire realizzabili i propri sogni, di percepire che con l’impegno le cose possono anche avverarsi… un sogno chiuso in un cassetto o prima o poi si avvera o passa dal comodino dei sogni a quello dei rimorsi.
Come stimolare i giovani? Beh, su questo non ho una risposta precisa, quel che è certo è la necessità di far crescere l’entusiasmo, di rendere percorribili strade che sembrano quanto mai distanti e tortuose, questo da’ linfa ai giovani e sopratutto li fa sentire realizzati.
Certo allo stesso modo va coltivata l’ottica di lealtà e di rispetto delle leggi e delle norme, va fatto comprendere che se si decide di intraprendere un percorso vi sono le giuste modalità e la giusta serietà nel seguirlo.
Chiedere ai giovani “cosa volete?” per me non è la via che può portare a risultati reali e concreti ottimali, quanto più a risposte generiche o che si rivelano poco sentite una volta realizzate.